

{"id":12401,"date":"2020-08-05T12:49:38","date_gmt":"2020-08-05T12:49:38","guid":{"rendered":"http:\/\/cantinepupillo.it\/?p=12401"},"modified":"2020-08-05T12:49:38","modified_gmt":"2020-08-05T12:49:38","slug":"dentro-la-targia-il-polmone-verde-di-siracusa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/cantinepupillo.it\/en\/dentro-la-targia-il-polmone-verde-di-siracusa\/","title":{"rendered":"Dentro la Targia, il polmone verde di Siracusa"},"content":{"rendered":"<p>Di questo angolo di paradiso si sono innamorate molte popolazioni nell\u2019arco dei secoli e ciascuna ha lasciato la propria impronta in questo cammino fatto di tempo.<\/p>\n<p>Il <strong>solacium<\/strong>, di epoca medievale, il grande <strong>fregio<\/strong> di manifattura araba rinvenuto nei suoi pressi; ma anche il Castello Eurialo, a pochi chilometri di distanza: tutti indizi che ci raccontano la storia che ha attraversato questi luoghi rendendoli testimoni silenziosi dei secoli trascorsi.<\/p>\n<h2>L\u2019isolamento della Targia e la sua geologia multiforme<\/h2>\n<p>Questo luogo che, a prima vista, potrebbe apparire uniforme, racchiude in s\u00e9, invece, molte peculiarit\u00e0.<\/p>\n<p>I <strong>terreni<\/strong> <strong>sono prevalentemente calcarei ma estremamente variabili, con mutamenti nell\u2019arco di poche centinaia di metri.<\/strong> Nei pressi della Balza delle mura Dionigiane, spostandosi verso il castello Eurialo, il <strong>sottosuolo presenta una percentuale vulcanica<\/strong> derivante da colate laviche di vulcani sottomarini oramai spenti da migliaia di anni. Questa \u00e8 una caratteristica rara in questi luoghi, che da una parte li connota in maniera molto particolare anche nella produzione dei vini, dall\u2019altra ci racconta una storia geologica inaspettata e invisibile all\u2019occhio dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Questa complessit\u00e0 e ricchezza dei suoli, soprattutto nelle <strong>aree alluvionali ricche di sedimenti<\/strong>, l\u2019hanno resa una zona particolarmente votata all\u2019agricoltura e alla viticoltura. La memoria popolare ricorda bene queste terre popolate da contadini intenti a coltivare i vigneti e a lavorare le campagne proteggendole con bassi muretti a secco, incastri di bianche pietre, in un gioco di equilibri frutto dell\u2019esperienza e della pratica.<\/p>\n<p>Purtroppo questo <strong>passato agricolo di Siracusa in cui ogni famiglia coltivava il proprio vigneto di Moscato bianco vinificando il proprio vino<\/strong>, si \u00e8 andato perdendo nel tempo, in una uniformazione delle colture dilagante.<\/p>\n<h2>La falda acquifera<\/h2>\n<p><strong>La Targia \u00e8 percorsa da<\/strong> <strong>un profondo vallone che raggiunge i 30 metri di profondit\u00e0 e che la isola facendo da spartiacque tra la falda a monte e quella posta a valle, che di fatto rimangono separate.<\/strong><br \/>\n<strong>Le acque che utilizziamo per le nostre colture sono quelle dell\u2019acquedotto Galermi provenienti dal torrente Calcinara di Pantalica e che raccogliamo in grandi cisterne (le gebbie), in un sistema di approvvigionamento sostenibile, senza uso di trivelle, che ci permette di accumularla nei periodi di abbondanza e riutilizzarla in quelli in cui i vigneti e le altre colture necessitano di irrigazione.<\/strong><\/p>\n<h2>La Targia di Siracusa e le primizie<\/h2>\n<p>La benefica presenza del<strong> mar Mediterraneo<\/strong> non influenza soltanto i vigneti, regalando toni salini ai vini bianchi e rossi, ma regola le temperature di tutta la zona, anticipando la maturazione delle colture in questi luoghi, che sono primizie rispetto alle zone pi\u00f9 interne.<\/p>\n<p>Abbiamo il privilegio di vivere ed abitare l\u2019antico Feudo della Targia da generazioni, ce ne prendiamo cura consci che si tratta <strong>dell\u2019ultimo polmone verde di Siracusa: un luogo dalla grande bellezza e dalla storia secolare che resiste all\u2019antropizzazione e all\u2019industrializzazione delle zone vicine<\/strong>, mantenendo la propria natura di baluardo selvaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di questo angolo di paradiso si sono innamorate molte popolazioni nell\u2019arco dei secoli e ciascuna ha lasciato la propria impronta in questo cammino fatto di tempo. 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